PALAZZO PARIGI TRA SOGNO E REALTA’

Oggi mi trovavo in centro a Milano con la mia migliore amica e dopo il pranzo (adoro il sushi), lei mi propone di entrare a bere il caffè a Palazzo Parigi.

Conoscete? No? Ecco ora ve lo descrivo, cercando di farvi sentire inebriate, come me, da quell’ondata di lusso e mondanità.

Appena varcata la soglia del maestoso ingresso in ferro battuto rimani subito a bocca aperta: lo sguardo si perde in uno spazio arioso, altissimo, con la luce naturale che arriva dall’alto, quasi celestiale, una sinuosa scalinata in marmo di Carrara, un enorme chandelier in cristallo sembra vi cada addosso talmente è grande e poi il pavimento in marmo bianco e rosa, e ancora, statue, piante e opere d’arte appese alle bianche pareti con boiserie. Gusto italiano e francese in un connubio sofisticato, raffinato e chic.

Ingresso Palazzo Parigi – Milano

Palazzo Parigi non è soltanto uno dei più lussuosi hotel di Milano, ma è anche un capolavoro di stile, architettura e buon gusto.

Ecco in questo contesto così unico ed elegante veniamo accolte con il sorriso da chi all’ingresso ci indica il Caffè Parigi.

Necessito di un PC per mandare una mail da un file che avevo sulla mia chiavetta USB e chiedo la possibilità di un internet point, che immagino non possa non esserci in un luogo tanto rinomato.

La domanda che mi venne fatta dal personale addetto all’accoglienza fu se soggiornassi in Hotel e ovviamente la mia risposta fu negativa.

Sono sempre stata convinta di una cosa però: spesso, a me capita sempre, se con il sorriso, cortesia e gentilezza chiedi, con lo stesso viene corrisposta. Ed infatti con grande galanteria vengo accompagnata in un angolo dietro la reception per accedere al PC di cui necessitavo.

Dove voglio arrivare?

Voglio farvi riflettere su quante volte basta davvero poco per lasciare un cliente o potenziale tale soddisfatto.

I due signori non sapevano chi fossi, se fossi persona benestante o meno, se avessi o no la possibilità di soggiornare in quell’hotel di lusso, ma comunque si sono dimostrati cortesi e gentile con me.

Vi capita mai di entrare nei negozi con il desiderio di acquistare e non venite nemmeno accolte con un saluto? Il sorriso non parliamone, ma almeno il saluto?

O se venite salutate poi però venite servite o aiutate con sufficienza ed insolenza?

A mio avviso le motivazioni sono due:

La prima è che la “sales assistant” ha avuto una brutta giornata e non ha voglia di sorridere né di essere cortese. A lei dico che si è scelta un lavoro di PR (pubbliche relazioni) e che quindi, purtroppo anche nei momenti down deve assolutamente trovare la forza di mettersi la maschera con il sorriso anche se non ne ha voglia.

La seconda è che, per come siamo vestite o per come ci poniamo, non rappresentiamo il canone di persona alto spendente e che quindi le faremo solo perdere tempo (spesso in giorni feriali, passa ore a non fare nulla…anche se ne perde un po’ con noi…) e quindi perché essere cortesi? Prima ce ne andiamo meglio sarà per lei.

Ricordate quando Vivian in Pretty Woman entra nel negozio vestita da “prostituta” e vorrebbe fare shopping sfrenato ma viene, poco elegantemente, cacciata?

Aveva soldi per comprare l’intero negozio ma non essendo abbigliata come da standard per quella boutique, non le viene neanche permesso di accomodarsi.

Sapete alla fine chi ci perde? Non di certo la potenziale acquirente che velocemente trova un altro store per fare acquisti; di certo ne paga il conto il negozio con la commessa musona. Da quel momento la cliente non ci entrerà più, non acquisterà nulla e, di certo, non farà una buon passaparola tra le amiche.

Io tornerò di certo a Palazzo Parigi, lo consiglierò ad amici che vogliono soggiornare a Milano e ne parlerò bene non solo perché è un luogo davvero irresistibile ma soprattutto perché la cortesia l’ha fatta da padrone.

Competenza, formazione ed esperienza sono sicuramente dei plus per fare questo lavoro con ammirazione e successo ma credetemi che poter trasmettere, anche emotivamente, alla cliente o potenziale, che la stiamo ascoltando con interesse e che vogliamo davvero che lei esca soddisfatta avendola accolta e servita con garbo, è forse la skills più importante.

Ecco detto questo, si informa la gentile “commessa” che la cortesia e un bel sorriso, in questo lavoro, dovrebbero essere inseriti “di serie” e non come optionals.

P.S. Nella USB c’era il file con i primi 3 articoli di questo blog che desideravo far leggere alla mia migliore amica.

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