IL DIAVOLO VESTE PRADA

Ogni volta che vedo Anne Hathaway interpretare la povera Andy mi calo nella parte senza nessuna difficoltà.

Eh già, io ho avuto la sua stessa fortuna.

Anche io ho lavorato accanto ad una divinità, ad un guru, ad un’icona di stile. Per un paio d’anni mi sono cimentata nel ruolo di buyer.

Cosa significa? Nel mondo della moda i buyer, una volta detti “compratori” , sono le persone più influenti…altro che addetti stampa. Dai buyer passa il business; sono loro che attribuiscono successo e valore alle collezioni, in quanto sono loro che le visionano, le studiano, le interpretano e decidono se e cosa acquistare di quella determinata collezione, di quel particolare stilista. Possono essere i titolari stessi dei punti vendita e/o e-commerce o, come spesso accade nelle grandi realtà, sono persone preparate che hanno un’esperienza solida e che fanno questo di mestiere avendo una predisposizione forte verso il mondo del fashion.

Intendiamoci, ogni buyer acquista sempre per la propria clientela e fino a qualche anno fa, ogni acquisto era fortemente mirato al punto vendita nella loro città o in più città, ma conoscevano bene la clientela finale e quindi i loro acquisti erano ben targettizzati.

Con l’avvento degli e-commerce le cose sono profondamente cambiate. Oggi la clientela su internet è diversificata e chiunque potrebbe acquistare sul sito web e quindi si fanno due scelte: o fare degli acquisti ad hoc per le vendite on line o, come spesso accadde, si mette in vendita sul sito web ciò che lo store fisico fatica a vendere. Vi ricordo che sto parlando di stores multibrands (negozi che vendono più marchi) e non monomarca (negozi che vendono solo il loro marchio). I monomarca hanno una strategia digitale molto più complessa.

Dopo questa lezione su chi sono i Buyer, torno a parlarvi di me e credo che di tutte le mie esperienze lavorative questa sia stata la più intensa. Ecco perché ho titolato il post “Il diavolo veste Prada”; perché fare la buyer a certi livelli non ammette che tu possa avere una vita privata…che infatti immancabilmente si sfascia, come nel film del resto.

“Orfana e senza figli” tuonava sempre la mia Meryl Streep, “questo è l’unico modo per poter far carriera in questo ambiente”. Questo vuol dire che se già per far carriera devi rinunciare a molto, fare carriera nella moda impone ben altro.

Una dedizione, una prostrazione, una genuflessione quotidiana verso questa folle passione modaiola.

Non esiste il sabato o la domenica, se fai la buyer per uno stores, spesso il week end lo passi a supervisionare le vendite in negozio.

Non accade mai di essere a casa prima delle 20, perché dopo l’orario d’ufficio, un salto in boutique, per capire come è andata la giornata, è d’obbligo.

Quando iniziano le campagne acquisti poi saluta amici e parenti per un paio di mesi.

Tutto si concentra in poche settimane e le maison, per poter scrivere gli ordini, hanno una finestra aperta davvero ridotta per incastrare tutti gli infiniti appuntamenti dei clienti di tutto il mondo.

Quando ho visto quel film mi sono sentita protagonista  perché questo folle amore per la moda, se veramente ti entra dentro ti fa vibrare il cuore. Ricordate Andy quando inizia ad indossare capi e accessori che la sanno valorizzare al massimo. Si piace, si sente bella, si ama e questo le permette di funzionare perfettamente sul lavoro.

Ciò che purtroppo non funziona è la tua vita, o meglio i tuoi 120 minuti giornalieri che, a parte il sonno, passi lontano dall’ ufficio. Se vivi con qualcuno non lo vedi, non ceni con lui, non condividi nulla, non coltivi passioni e arrivi tardi anche nel giorno del suo compleanno. Si tratta della realtà questa….non solo di un film.

Credo che chiunque sogni di lavorare in questo mondo, siete davvero tante lo so, debba mettere in conto che ci si annulla totalmente. Esiste solo il lavoro.

So che sono frasi forti ma sfido chiunque ci abbia lavorato come me, a dire o scrivere nei commenti il contrario.

Va bene se si è agli inizi, ad esempio dopo l’università o il master, come ho fatto io del resto. Credo che, come ha scelto di fare Andy nel film, ci si deve dare una scadenza.

E’ un lavoro unico e meraviglioso, la possibilità di vivere in copertina, quasi come una celebrità ti fa toccare il cielo con un dito, ve lo assicuro.

C’è chi poi ha la fortuna di fare carriera come Miranda nel film, o altre mie conoscenze reali che hanno ruoli manageriali di rilievo in alcune delle più famose griffe del mondo.

E’ davvero un sogno…credetemi….peccato che poi da un sogno ci si sveglia sempre!!!

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